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E alla fine, l'invasione degli Ultracorpi PDF Stampa E-mail
Scritto da Jonathan&Laura   

Stazione Concordia, 01/11/09

75°S 123°E   3.233 m a.s.l.

Man mano che il sole s'innalza sull'orizzonte, sia a mezzogiorno che a mezzanotte, la luce fattasi sempre più accecante, ci spinge a cercare gli occhiali scuri che, avevamo ormai dimenticato, dall'estate scorsa, in fondo a qualche cassetto.

Il buio e i -70 °C sono ormai un pallido ricordo di quella notte polare che, purtroppo, non rivivremo mai più. Il silenzio del più grande deserto del mondo è rotto dall'andare e venire dei veicoli, impegnati a rifare la pista dell'aereo ed a dissotterrare i container dalla neve.

La presenza indiscussa del giorno polare, annuncia la prossima intensa attività della campagna estiva i cui echi si sentono anche a 20.000 km di distanza.Non abbiamo tempo per rimpiangere i 9 mesi d'isolamento, le giornate trascorrono velocissime nel sistemare i laboratori e le stanze per il nuovo personale in arrivo. Prepariamo una base, che sino a poco tempo fa ospitava solo noi 12, ad accogliere il frenetico via vai di circa 100 persone per i 3 mesi della campagna estiva australe.

Mentre il servizio tecnico risveglia i macchinari per rendere agibile il campo estivo e la base nella sua totalità, Laura, che partirà prima di me, inizia a fare le sue valige ed io, durante le mie poche ore libere, sdraiato sul divano, organizzo mentalmente la mia futura vacanza. Probabilmente, questa sarà la più meritata della mia vita in quanto viene dopo 423 giorni di lavoro ininterrotto!

A partire dal 14 novembre ritroveremo, nei ricercatori e nei tecnici, vecchi amici ma anche volti nuovi, curiosi ed ansiosi di vivere la nostra medesima e splendida esperienza. Ma, prima di poter chiudere la porta di Concordia, dobbiamo aggiungere ai lavori quotidiani il passaggio delle consegne ai nostri successori, affinché anche la grande avventura scientifica possa continuare.

Ormai tutto quello che, per molti mesi, ci ha stupiti ed emozionati, come il bianco infinito, il sole a mezzanotte e le stelle a mezzogiorno; vi potrà sembrare strano ma, per noi rappresenta ormai il quotidiano e la normalità! Siamo invece ansiosi di emozionarci per le cose che a tutti voi risultano banali e scontate; noi le abbiamo dimenticate, come se facessero parte di una vita ormai passata.

Vorremmo sentire nuovamente i profumi, come quello del mare al mattino, della terra dopo un temporale, dell'erba appena tagliata, di un prato fiorito, del vino caldo con le castagne arrosto e della sabbia scaldata dal sole. Vedere dal vivo quello che abbiamo sognato per un anno: una moltitudine di colori, una collina ricoperta d'alberi, un bambino che gioca in un parco e il giorno alternarsi alla notte. Ascoltare la musica e le risa ad una festa di amici, un concerto dal vivo e non da delle casse mezze rotte, il rumore delle foglie secche, Laurent che mi racconta come cresce il mio nipotino. Desidererei sentire per una volta la pelle scottata dal sole o il vento che mi accarezza dolcemente il viso senza bruciarlo, camminare scalza su un prato, accarezzare il pelo di un cane e uscire all'aperto in canottiera. Parlare con i nostri cari guardandoli negli occhi e non leggendo un messaggio sullo schermo. Ritrovare il gusto: di un limone appena colto dall'albero, della Stemperata, degli arancini, della granita di mandorle tostate all'ombra di un gelso, di un'insalata di pomodori, basilico e mozzarella, della Busera di scampi, della pizza cotta nel forno a legna, del pesce appena pescato e cucinato alla griglia, di bere champagne (di quello buono) e di provare di nuovo l'emozione di un bacio!

Insomma, vivere una vita normale...

Jonathan & Laura

 

 

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