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Scritto da Laura Genoni
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Lunedì 09 Novembre 2009 10:15 |
L'8 novembre di un anno fa mettevo piede per la prima volta nel luogo che sarebbe stato la mia casa per i successivi 13 mesi!
Un caro saluto, Laura |
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E alla fine, l'invasione degli Ultracorpi |
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Scritto da Jonathan&Laura
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Stazione Concordia, 01/11/09
75°S 123°E 3.233 m a.s.l.
Man mano che il sole s'innalza sull'orizzonte, sia a mezzogiorno che a mezzanotte, la luce fattasi sempre più accecante, ci spinge a cercare gli occhiali scuri che, avevamo ormai dimenticato, dall'estate scorsa, in fondo a qualche cassetto.
Il buio e i -70 °C sono ormai un pallido ricordo di quella notte polare che, purtroppo, non rivivremo mai più. Il silenzio del più grande deserto del mondo è rotto dall'andare e venire dei veicoli, impegnati a rifare la pista dell'aereo ed a dissotterrare i container dalla neve.
La presenza indiscussa del giorno polare, annuncia la prossima intensa attività della campagna estiva i cui echi si sentono anche a 20.000 km di distanza.Non abbiamo tempo per rimpiangere i 9 mesi d'isolamento, le giornate trascorrono velocissime nel sistemare i laboratori e le stanze per il nuovo personale in arrivo. Prepariamo una base, che sino a poco tempo fa ospitava solo noi 12, ad accogliere il frenetico via vai di circa 100 persone per i 3 mesi della campagna estiva australe.
Mentre il servizio tecnico risveglia i macchinari per rendere agibile il campo estivo e la base nella sua totalità, Laura, che partirà prima di me, inizia a fare le sue valige ed io, durante le mie poche ore libere, sdraiato sul divano, organizzo mentalmente la mia futura vacanza. Probabilmente, questa sarà la più meritata della mia vita in quanto viene dopo 423 giorni di lavoro ininterrotto!
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Scritto da Laura Genoni
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Mercoledì 14 Ottobre 2009 09:31 |
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Da qualche tempo ormai, appare all'orizzonte un miraggio che, prolunga come riflesso in uno specchio il confine fra cielo e terra. Quest'ultimo delimita, ingannevolmente, la fine di un plateau in realtà quasi infinito.
Ogni mattina, mentre mi reco ai miei shelter, ho la sensazione di poter camminare senza fine sino a divenire un'insignificante puntino disperso nel bianco. Questo senso di dispersione e solitudine ha sia una connotazione positiva che nostalgica in quanto, sarà certamente una sensazione che, una volta ritornata a casa, non avrò più modo di provare.
Dopo un anno di convivenza con la condivisione di ogni cosa, diviene un miraggio anche il pensare di conoscere i propri compagni d'avventura; al pari dell'illusione di poter lasciare un buon ricordo di se malgrado questo stretto stare assieme accentui i difetti e gli errori!
Ormai manca poco più di un mese all'arrivo del personale estivo e dei nuovi "invernanti" e poco più di due mesi al mio rientro in Italia.
Se mi fermo a riflettere su cosa è stato per me questa esperienza e su come è andata; la mia mente viene invasa da tantissime sensazioni forti, troppe e troppo complesse per essere adeguatamente rese in un semplice scritto! Emozioni, delusioni, stupore, solitudine, gioie, difficoltà, scoperte, incomprensioni, soddisfazioni, tensioni e tanto altro ancora che fa di tutti noi delle persone normali che vivono un'esperienza unica in un luogo unico.
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Scritto da Laura Genoni
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Venerdì 04 Settembre 2009 09:37 |
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In questi giorni siamo in trepida attesa di rivedere sorgere il sole; aspettando questo importante evento, mi fermo a pensare a come non potrò mai dimenticare la notte polare; il buio che l'ha caratterizzata è qualcosa che non rivedrò mai più. Quel continuo gioco di ombre che nasceva con insolita facilità ogni volta che, in questo cielo di un nero totale, compariva la luna, oppure la grande magia di vedere le stelle a mezzogiorno, sono avvenimenti esclusivi di questo luogo straordinario. Il buio mi ha accompagnata delicatamente ed amichevolmente per più di 3 mesi e, grazie anche alla complicità della onnipresente e bianchissima neve, non è mai stato minaccioso.
La già lunga attesa per il ritorno del sole, l'ultima volta che l'ho visto era il 5 maggio, è stata accresciuta da 4 giorni di vento intenso che hanno avvolto ancor più nel mistero e nell'incertezza la sua ricomparsa. Il vento trasforma e rimodella tutto il plateau, innesca dei turbini di nevischio che vengono alzati dal suolo fattosi improvvisamente colmo di dune. L'orizzonte sembra quasi sollevarsi andando a coprire quella sottile linea che divide cielo e terra.
Non so quante volte mi sono affacciata alla finestra nella speranza di vedere ricomparire quella rassicurante divisione e poter ammirare il cielo sorridere alla ricomparsa del sole; poi, finalmente, l'11 agosto verso le 10 del mattino il maestoso astro ha fatto capolino sull'orizzonte!
Sembrava quasi che il ghiaccio si aprisse per facilitarne il risveglio dopo tanti mesi di sonno profondo; a poco a poco il cielo è diventato d'oro creando quell'illusione ottica di tremolio dell'orizzonte tipica dei grandi deserti, freddi o caldi che siano.
Lo spettacolo tanto atteso è quindi iniziato e noi lo ammiriamo incantati e rapiti da un evento che, nella sua semplicità, diventa spettacolare e denso di significati; il tutto dura poco più di 3 ore poi il sole torna a nascondersi ma, d'ora in avanti, si sveglierà, ogni giorno con una veglia sempre più lunga, sino al momento in cui non vi sarà più nessun tramonto.
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