Diario - Winter 2007
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Scritto da Runa Briguglio
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Martedì 28 Agosto 2007 12:05 |
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Tempo avverso a Dome C! Lo svantaggio di avere a che fare con il cielo è che la possibilità di lavorare non dipende sempre da te. E così si fa caso alle condizioni atmosferiche, alle nuvole e al vento, si sale sul tetto la mattina resto per vedere se è il caso di aprire il telescopio, o aspettare anche oggi.
Nelle ultime due settimane abbiamo sempre avuto vento forte, spesso sopra i 7 m/s, aria satura di neve che impedisce la visibilità. Ci stiamo avvicinando alla prima alba, l'11 agosto, e la crescente luce di mezzogiorno, diffusa dalle nuvole e dalla neve crea un paesaggio irreale. Bianco e grigio, a seconda dell'ora, un paesaggio illuminato da una luce senza una sorgente precisa nel cielo, senza ombre sul suolo. Questa è la condizione che chiamiamo "white out": è tutto bianco, l'aria, la terra, il cielo. Non si riesce a distinguere dove sia l'orizzonte, da che parte è la base o lo shelter. Può capitare di non riuscire a distinguere dove finisca lo scarpone bianco e dove inizi il suolo. I sastrugi e le buche nella neve scompaiono e questo crea un pò di problemi alle attività all'esterno: anche camminare con la torcia è difficoltoso, perchè il fascio di luce viene diffuso dalla neve in sospensione e si vede solo una nuvola bianca davanti a sè.
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Scritto da Runa Briguglio
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Sabato 28 Luglio 2007 01:00 |
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"La notte calò inattesa. Gli uomini non l’aspettavano quando, con nuvole pesanti, cadde sulla città. Le luci del porto non erano ancora accese, al Faro delle Stelle le misere lampade non illuminavano ancora i bicchieri da cachaca, molti saveiros ancora fendevano le acque del mare, quando il vento portò con sé la notte di nuvole nere. Gli uomini si guardarono come interrogandosi. [ ]Non era ancora l’ora. [ ]Perché era arrivata così presto, anzitempo? [ ]Il marinaio che bevevo solitario al Faro delle Stelle corse verso la sua nave come dovesse salvarla da un irrimediabile disastro. E la donna, che nel piccolo scalo del mercato aspettava il saveiro…"
da Jorge Amado, Mar Morto
Maggio
"Cosi: ricordo il giorno, erano i primi di febbraio, in cui Jean Pierre e Nico hanno iniziato a mettere in funzione le torce e le lampade frontali. “C’è luce a volontà”, pensavamo, “per il buio c’è tempo!”.
Il sole da allora si è abbassato sull’orizzonte, in maniera percepibile giorno dopo giorno. E’ emozionante sentire fisicamente con i propri sensi quelle cose che a casa non ci colpiscono più; ad esempio sentire e vedere il movimento del sole nel cielo. Un movimento costante, inesorabile, ma lento, così da avere modo di assaporare ogni raggio, consci del fatto che, per la prima volta nella nostra vita, presto lo avremmo perso per un tempo lunghissimo, a confronto di una sola notte. Lento, così da far sembrare quasi che non sarebbe mai tramontato del tutto. Lento così da farci abituare alla poca luce, piuttosto che alla notte sempre più lunga. Il 3 maggio è sorto alle 11,20 e tramontato alle 12,15, poi basta.

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Scritto da Pietro di Felice
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Venerdì 27 Luglio 2007 01:00 |
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Roma 13/11/2006 – Diario di viaggio – Pietro Di Felice
Dopo tanto aspettare il giorno è arrivato, il 13 novembre…… Sembrava così lontano eppure eccomi qui. Pranzo a Fiumicino e poi via verso l’aeroporto, dovrei incontrare Massimo e Federico che farà l’inverno con me. Qualche problema al check in (siamo un pò carichi, un anno è lungo JJJJ)) ci fanno girare un po’ come le trottole ma poi alla fine ci “accettano” i bagagli e possiamo avviarci verso il gate. Saluti ai nostri cari che ci hanno accompagnato, e le parole lasciano il posto alla grande commozione, un anno sarà lungo ma è anche pensando ai nostri cari che troviamo la forza di andare avanti. La coda per arrivare al metal detector è lunga e si procede lentamente; da ieri sono entrate in vigore le nuove misure antiterrorismo e quindi i controlli sono più serrati……sarà vero???? Dopo una interminabile attesa mi avvicino al metal detector , tocca a me. Metto nei cestini tutto il metallo che ho addosso, e mi infilo sotto il metal detector…….biiiiiip biiiip….. guardo in direzione dell’operatore in modo interrogativo e lui si avvicina con un rivelatore manuale, mi testa, e mi dice che è tutto ok…… riprendo i miei oggetti metallici, mi ricompongo e via insieme a glia atri più veloci della luce, il gate C33 è lontano, dobbiamo percorrere mezzo aeroporto prima di giungervi. Una volta li scopriamo che l’aereo ritarderà un pò, malgrado ciò le operazioni di imbarco iniziano lo stesso. Una volta a bordo al nostro posto, attendiamo per circa 45’ per non so quale motivo tecnico, finchè tra gli sbuffi generali e gli avvisi del personale di bordo l’aereo inizia a muoversi. PARTENZAAAAAA!!!!!!!!!!!!!! A Londra arriviamo che è buio da un pezzo, incontriamo Alessandro proveniente da Napoli e che farà anche lui l’inverno con me e Federico

Fotografia 1 – i quattro dell’ave Maria: da sinistra Massimo Lasorsa, Alessandro Iacomino, Federico Miliacca, Pietro Di Felice
Londra, dopo aver ritirato i nostri bagagli ci avviamo verso il check in della Quantas per reimbarcare le borse definitivamente; Ci hanno detto che qui la sorveglianza è ancora più stretta che a Roma, infatti per entrare mi fanno levare anche le scarpe (peggio per loro JJJJJ). Gate numero 3, imbarco in perfetto orario, l’aereo benché gigantesco è mostruosamente pieno ma molta gente scenderà a Bangkok. Io e Federico dopo una lunga attesa abbiamo guadagnato i nostri posi, siamo penultima fila……

Fotografia 2 – finalmente seduti ai nostri posti
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La Luna, l'atmosfera e l'orizzonte. |
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Scritto da Runa Briguglio
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Mercoledì 02 Maggio 2007 18:25 |
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Avrete già letto su questo sito che Dome C è un posto eccezionale per l'astronomia. Beh, se non l'avete ancora fatto, fatelo, vi aspettiamo! Fatto?
Uno dei motivi principali, oltre al freddo e alla notte polare, è il fatto che l'atmosfera non ha abbstanza energia per innescare moti turbolenti al suo interno; quindi possiamo dire che l'atmosfera è congelata, nel senso che al suo interno i movimenti delle masse d'aria sono molto lenti. Questo è molto importante per l'astronomia perchè l'atmosfera si comporta come una lente, per cui ad ogni fissata temperatura, umidità e densità di una bolla d'aria corrisponde una certa curvatura della lente. Ma nell'atmosfera ci sono moltissime bolle d'aria a differente umidità, temperatura, densità. Quindi è come avere moltissime lenti diverse che si muovono l'una rispetto all'altra, con l'effetto di focalizzare a terra la luce di una stella in tanti posti diversi, in continuo movimento. Un bel problema per gli astronomi, vedere le stelle che cambiano posizione nel cielo, o cambiano luminosità: come fare a determinarla con la precisione del milionesimo se poi fluttua del 10% a causa dell'atmosfera? A Dome C è possibile perchè l'aria è molto calma e si vede anche a occhio nudo che le stelle non scintillano, come fanno ad esempio in una notte calda al mare (ahh, il mare...) ma sono ferme nel cielo.
Non sempre! E qui viene il bello...

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Prime attività in notturna |
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Scritto da Runa Briguglio
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Domenica 08 Aprile 2007 20:19 |
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Con l'arrivo del buio sono iniziate alcune attività in notturna in base. Ne sono interessati prevalentemente i tre astronomi più tutti quelli che, a turno, si sono offerti volontari per accompagnarli. Abbiamo stabilito infatti che è possibile uscire da soli dalla base solo quando il sole è sopra l'orizzonte (minuto più minuto meno) e che bisogna essere accompagnati per tutte le uscite fuori orario. Questa decisione nasce ovviamente per motivi di sicurezza: quando si è in due ci si può accorgere più facilmente di problemi e chiedere aiuto. E poi un compagno di strada fa sempre piacere.
Con il buio molte attività astronomiche diventano più facili: per Djamel e Francois si tratta di verificare la messa a fuoco delle loro telecamere e i sistemi di inseguimento e guida dei telescopi, per Runa lo stazionamento polare di Small Irait. Questa operazione consiste nell'allineare con precisione l'asse del telescopio con quello di rotazione della terra: in questo modo è possibile seguire il movimento apparente delle stelle nel corso della notte azionando un solo motore.

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I Libri

di Silvia Vecchini, illustrazioni di Antonio Vincenti (48 pag. Euro 12.00)
Nato dal fitto scambio di mail tra l'autrice e il medico Dr. Roberto Rainis, per un anno nella base italo-francese Concordia, questo libro fornisce in chiave narrativa informazioni e suggestioni su una parte del mondo pressoché sconosciuta.
Realizzato con la consulenza del PNRA.
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